22 MAG

Ciclismo e problematiche osteo-articolari

Il ciclismo è ormai conosciuto come uno dei migliori sport ai fini del mantenimento della forma fisica o del miglioramento della stessa, esso infatti associa un intenso allenamento cardio-respiratorio a un esercizio di forza e resistenza muscolare.

In Italia sono più di due milioni gli appassionati che praticano costantemente questa attività, sia a livello agonistico che amatoriale.

Nonostante gli innumerevoli benefici derivati dalla pratica costante di questo meraviglioso sport, di cui peraltro anche io sono appassionato, secondo recenti studi circa il 50% dei ciclisti soffre di disturbi alla regione cervicale, il 40% lamenta dolori alle ginocchia, il 36% riferisce fastidi a carico di anche, bacino ed inguine, mentre il 30% circa segnala dolori alla schiena e ai polsi. Le affezioni elencate sono frequentemente dovute a disturbi posturali derivanti dallo stare in sella per molte ore o dovuti ad atteggiamenti errati legati alla scarsa conoscenza della corretta posizione da mantenere nonché ad errori di posizionamento di sella, manubrio, ecc. 

Non vanno tuttavia dimenticati i disturbi preesistenti, determinati da attività lavorative durante le quali si effettuano movimenti errati per più ore al giorno, come possono essere i lavori manuali, o associati ad occupazioni che al contrario impongono la stessa postura per molte ore, come i lavori d’ufficio. Anche le cadute durante l’attività sportiva hanno grande importanza nell’insorgenza del dolore, anche a distanza dalla sede dell’infortunio o dopo molto tempo dall’evento, questo perché ogni errore di esecuzione del movimento, non essendo fisiologico, potrà nel tempo creare disturbi articolari o muscolari.

Passiamo ora in rassegna i principali disturbi sopra citati:

  1. Cervicalgia

I dolori al tratto cervicale sono causati dalla contrattura dei muscoli paravertebrali, che originano dalla base cranica, corrono lateralmente alla colonna cervicale e si inseriscono lungo di essa, per quanto riguarda la muscolatura più profonda, e sulle spalle e colonna toraco-lombare, per quanto riguarda la parte più superficiale. Il dolore insorge poiché essi sono implicati nel mantenimento in estensione della testa durante le lunghe uscite in bicicletta. Una errata postura dovuta ad errate misure della bicicletta o a disfunzioni preesistenti in altre zone della schiena può peggiorare la situazione.

  1. Lombalgia

Percorrere lunghi percorsi in sella alla bicicletta, in particolar modo durante le competizioni che implicano ritmi sostenuti per tempi piuttosto lunghi senza una sosta, può creare disturbi a carico di svariati distretti muscolari. Se si aggiunge il fatto che la posizione corretta in sella prevede di rimanere in posizione flessa per ottenere una pedalata più energica ed efficace, il risultato è l’insorgenza di dolori nel tratto distale della colonna vertebrale. Anche in questo caso una postura appropriata sulla bicicletta può ridurre i fastidi; un ulteriore contributo deriva dal mantenere attiva la muscolatura paravertebrale lombare, cosa che in un primo momento può risultare difficile, ma col tempo diventa più naturale e permette di rimanere più a lungo in sella senza disturbi, a patto che non esistano disfunzioni preesistenti.

  1. Contratture muscolari

Molto spesso non si sa di avere delle contratture muscolari, questo perché la grande capacità di adattamento del nostro corpo consente degli adeguamenti allo sforzo e alla tipologia di movimento tali da mascherare a lungo la disfunzione insorta per questo motivo. Il dolore si può slatentizzare eseguendo attività diverse dal ciclismo facendo emergere un quadro sintomatologico piuttosto insidioso. Cosa molto importante per chi fa competizioni regolarmente è che questi disturbi possono incidere negativamente sulle prestazioni. Eseguire regolarmente lo stretching dopo l’attività fisica è sicuramente indicato, ma il trattamento periodico della muscolatura da parte del fisioterapista consente un allenamento più efficiente e si associa a un miglioramento della performance.

4. Gonalgia

I dolori al ginocchio sono un disturbo da “overuse” molto comune in tutti gli sport e purtroppo anche il ciclismo non ne è esente. Molto spesso in questa disciplina l’insorgenza del dolore è secondaria ad un mal posizionamento delle tacche sotto le scarpe, che determinano un’alterazione nella biomeccanica del ginocchio. Per verificare il corretto posizionamento delle tacche si può chiedere aiuto al ciclista oppure, se si è dotati di buone abilità meccaniche, è possibile documentarsi in rete (esistono diversi tutorial che insegnano come metterle nella posizione corretta). Tuttavia non sempre questo accorgimento sarà sufficiente, nella maggior parte dei casi il dolore infatti è legato a disfunzioni in altre parti del corpo, che non avendo la giusta mobilità creano sovraccarico con conseguente alterazione biomeccanica del movimento. La mancata risoluzione del problema oltre a manifestarsi con la sintomatologia dolorosa, determina una diminuzione delle prestazioni, compromettendo i risultati in ambito agonistico.

5. Tendiniti

Un altro tipo di lesioni da sovraccarico sono le tendiniti, che possono colpire l’arto inferiore, in particolar modo il tendine rotuleo e il tendine d’Achille. Anche in questo caso le cause sono molteplici e comprendono:  il mal posizionamento in sella, l’altezza della stessa, la posizione delle tacche sotto le scarpe nonché eventuali infortuni di tipo traumatico secondari a cadute in sella alla bicicletta. Si ribadisce nuovamente l’importanza dei dettagli nella posizione quando si fa molto ciclismo. Altra causa di tendinite può essere il mancato rispetto dei tempi di riposo, con conseguente eccessiva stimolazione dei tessuti messi sotto sforzo da carichi di lavoro troppo intensi o prolungati. Questi dolori da sovraccarico non vanno sottovalutati dal momento che se lasciati cronicizzare possono costringere a sospendere la pratica sportiva per periodi molto prolungati inoltre potrebbero evolvere in vere e proprie patologie.

6. Dolore ischiatico

Questo tipo di fastidio normalmente si manifesta al ritorno in sella dopo qualche mese passato a fare altri sport oppure quando si passano molte ore in bicicletta. Utile per diminuire il fastidio è indossare il giusto tipo di pantaloni dotati di un’adeguata protezione della zona. Anche in questo caso risulta essenziale il corretto posizionamento sulla bici, ma spesso può non bastare. Una disfunzione del bacino può provocare un eccessivo movimento sulla sella e far insorgere precocemente il dolore.

 

In conclusione: che si voglia godere di lunghe uscite con gli amici o che si corra per vincere o soltanto per migliorare il proprio record di competizione, ciò che fa la differenza sono i dettagli. La regolazione adeguata del mezzo e la postura migliore possibile durante la prestazione sono fondamentali, ma prima ancora di uno studio della posizione in bicicletta - cosa ormai di moda nell’ambiente – deve venire la regolazione delle strutture del nostro corpo, che, come nel caso del mezzo meccanico, necessitano di un controllo periodico per prevenire o trattare precocemente l’insorgenza delle disfunzioni elencate.

 

 

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La stagione è ormai cominciata, presentatevi al meglio della vostra forma per una stagione ricca di successi.

 

Dott. Luca Ballario

                                                                                                                                        Fisioterapista

                                                                                                                                   Osteopata